Prato
Concorso privato ad invito
500mq
Render Hut Studio
3° classificato
Sono tre i concetti chiave attorno ai quali ruota la proposta progettuale: l’impianto della Fattoria, il dialogo con le preesistenze e i caratteri distributivi di edifici simili.
L’impianto della Fattoria
La realizzazione dell’edificio a progetto chiude e completa idealmente l’impianto complessivo “a fattoria”; l’ultimo tassello che chiude il ferro di cavallo andando a creare un organismo a corte che richiama l’impianto della Fattoria Laurenziana. La “corte” centrale del parcheggio e piscina è delimitata a sud dal “fronte aulico” che si sviluppa lungo Via della Fattoria con i due prospetti austeri e compatti della club house e del nuovo blocco ricettivo, a nord il “fronte produttivo” con i due edifici esistenti che ospitano i servizi del club (spogliatoi, negozio, segreteria ecc..), il ristorante chiude il fronte ovest mentre ad est, all’ingresso, un filare di alberi crea l’ideale ultima quinta ed accompagna il visitatore in un percorso pedonale verso il blocco ricettivo.
Il dialogo con le preesistenze
In un progetto di rammendo come questo, dove i tanti strati di storia s’intrecciano e si smagliano, è necessario mantenere un atteggiamento rispettoso verso il contesto e le preesistenze, da quelle di pregio come la villa a quelle funzionali come le stecche dei servizi. Il nuovo edificio deve saper parlare ad entrambe in cerca di armonia, evitando che l’ego del progettista indulga nella tentazione di prevaricare formalmente su questi fabbricati, sacrificando l’armonia del complesso alla straordinarietà del singolo manufatto, ed evitando inoltre di risultare quasi offensivo e violento verso un contesto paesaggistico di pregio già ferito.
I caratteri distributivi
La ricerca e lo sguardo si è rivolto anche oltre i confini delle Cascine, in un territorio che in pochi chilometri ci offre un sistema di ville medicee unico. L’impianto di Villa Ferdinanda risulta di particolare interesse per il progetto, in particolare il rapporto tra la villa e le sue pertinenze come la Paggeria trasformata oggi in albergo. La Paggeria ha uno sviluppo orizzontale, caratterizzato da un doppio loggiato sovrapposto. Essa era funzionale alle attività della caccia e fu progettata verosimilmente su indicazione del Buontalenti da Gherardo Mechini. Questo manufatto risulta di particolare interesse ed ispirazione non solo per le sue caratteristiche tipologiche e distributive ma per le sue caratteristiche compositive viste nel rapporto gerarchico con la villa e la sua capacità di riuscire ad assolvere a nuove esigenze abitative: dagli scudieri di ieri ai turisti di oggi.